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![]() Clic!Ho un programma bellicoso di riletture cinematografiche da fare in fretta, e il mio mulo è già al lavoro e scarica paziente ciò che gli chiedo. Gli indimenticati "L'uomo che amava le donne" del grandissimo François, "L'ospite d'inverno" di Alan Rickman, "Exotika" di Atom Egoyan, e colgo il momento per scaricare anche il resto del regista canadese che non ho ancora visto: "Il dolce domani", "false verità", "Ararat: il monte dell'arca" - che dev'essere un po' diverso - e "il viaggio di Felicia". Alla faccia dei calcoli che dovrei fare, delle lezioni che dovrei preparare, delle arretratissime analisi dati che dovrei inviare...
postato da: Eteriele
alle ore 01:18 | link
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argomento: viaggi, film, sogni, dubbi, ad maiora melioraque, purtroppo rimembro ancor DesertoC'è un camper. Un piccolo camper bianco. Parcheggiato, con un telo blu stinto e sbrindellato che gli svolazza sopra.
E' abbandonato completamente, quasi in rovina. Vuoto, o svuotato nel tempo che fu. Solo tracce di animali, di insetti, polvere ovunque, e in una zona è antica e bianca: dev'essere zucchero, o forse sale, sul fondo ormai sudicio. Non c'è più nessuno dentro, più nessuno. L'abbandono è totale. Mi sveglio con una sensazione di liberazione. Finalmente. postato da: Eteriele
alle ore 16:18 | link
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argomento: viaggi, sogni, amùr Ce nuitIn una strana aula che dà su una strada tedesca mi trovo con un gruppo di ragazzi, tedeschi anche loro: devo tenere una lezione di fisica. Il sogno è in gran parte in inglese, ogni tanto mi esce qualche espressione in francese. Tra i ragazzi c'è C. che cerca di tradurre da un testo greco un esercizio per riportarlo alla lavagna, ma poichè ha studiato soltanto latino non riesce. I ragazzi sono un po', e resistono. Non hanno voglia di seguire la lezione, e quando faccio presente che non è una scelta ma un dovere protestano vibratamente... Una studentessa mi dice: non mi piaci!
Ora: il perchè di questo sogno lo conosco. Ieri sera uscita con una ragazza a cui penso intensamente. Non capisco bene, ci sono delle cose che mi sfuggono, ma alla fine è lei che mi sfugge, che non so leggere bene. in quelle ore osservo mille cose, e mille sono pure i dubbi che si affollano, le domande, i ricordi. Non farti film, mi dico, ma i film scorrono, i pensieri rotolano e scivolano, il desiderio di passare del tempo con lei, di prenderle le mani, di darle un bacio, più baci, così come di chiederle tante cose di sè e di raccontargliene altre... tutto si affolla e preme e fa ressa e si sovrappone. E tutto si somma, si paralizza vicendevolemente, si blocca mutuamente. Torno a casa con una strana sensazione di vuoto, d'incompletezza. Anche nei momenti peggiori, anche nelle fasi più nere ho sempre sentito, ho sempre avuto qualcosa su cui riflettere, segnali da vagliare, sensazioni, pensieri. E, oltre all'attrazione che lei esercita su di me, è proprio questo che mi mette in difficoltà: non so leggerla, le sensazioni che ho restano senza interpretazione, il che significa che comunque sia l'interpretazione non è buona. Stamane mi sveglio con un umore cattivo: nuvoloso. Vorrei chiamarla, scriverle, almeno un messaggio. Ma poi mi fermo e mi dico che non capisco, che non posso procedere alla cieca, e che l'ultima cosa che desidero è allontanarla e allontanarmi, ma pure avvicinarmi mi risulta così complicato. E se la conoscessci ora, di bel nuovo? Lo so, mi mi piacerebbe ugualmente, e ugualmente non saprei che fare, perchè lei è... è... nascosta, e secondo me pure per difesa... Ma è pulita, lei, lo so. Ha una sua coerenza interna, ha delle cose, e io credo pure molte. Ma a chi deciderà infine di mostrarle? Perchè so che non sarà a me, per quanto in mille modi abbia cercato di sorriderle e di farle con i miei pensirei mille carezze silenziose. postato da: Eteriele
alle ore 20:43 | link
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argomento: sogni, ad maiora melioraque Bernstein, serenata per violino solo, archi, arpa e percussioniClaire, dunque.
E' una ragazza francese, amica e collega della barcellonese compagna d'opera ed ora di duo bachiano. Claire è indubbiamente graziosa, abbastanza colta, ma nello stesso tempo sembra nascondere un lato piuttosto sofferente di cui non so l'origine, e sempre Claire piace molto ad un amico e collega che vive qui, e che in generale - ha un rapporto sentimentale stabile e forte - è sempre molto "asettico" con le altre donne. Per lei invece ha un'evidente predilezione e cerca di fare in modo d'averne in tutti i modi l'attenzione. Lei apprezza e contraccambia. Invece da me è irritata. Non so perchè, ma la cosa è tanto evidente quanto me ne è oscuro il motivo. Ma essendo che la mia capacità di comunicazione con il sesso femminile è via via andata peggiorando nel tempo, e con la parte indigena è pure peggio, neppure con Claire le cose vanno diversamente. Mi chiedo spesso dove io sbagli, cosa sia che vien fuori, di me, e che irrita così tanto un certo tipo di donne. Ce ne sono altre, ad esempio T., recente amica, che invece con me sono affettuose e dolci. Ma mi pongo la domanda diversamente: Claire mi piace, ed è evidentemente il modo in cui lo manifesto a rendermi irritante. Magari lo sarei a prescindere, ma con lei è evidente. Non riesco a trovare la ragione dell'impasse, che pure credo esista. postato da: Eteriele
alle ore 01:56 | link
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argomento: sogni, dubbi Sono troppo stanco...questa sarebbe dovuta essere una settimana di riposo italiano.
Invece: sono attaccato allo strumento che misura i campetti magnetici prodotti dalle nanoparticelline... Una settimana senza sosta. Poi domenica riparto a Toulouse, e da lunedì di nuovo al massacro tra microscopi e lezioni. Ora: tutto questo non è masochismo. E' desiderio di scoprire delle cose nuove, di non perdere il rapporto con le due colleghe italiane con cui lavoro più a contatto e a cui sono legato, di essere coinvolto nello studio di alcuni materiali carini e nuovi. Inoltre: da settembre tornerò in Italia, ma sarò in condivisione tra la mia università d'origine, nella quale ormai terrò solo un po' di lezioni, e un nuovo centro di ricerca del nord italia che mi ha proposto di coronare il più fantastico e impensabile dei miei annosi sogni di fisico, la direzione di un laboratorio nuovo di zecca di microscopia elettronica, con budget siderale, uno stipendio finalmente decente e la possibilità di scegliermi le persone con cui lavorare. Alea Jacta Est: la capa universitaria è ora informata e mi sostiene. Ma, ma... talvolta, come oggi, ad esempio, scricchiolo. Quest'anno di massacro didattico francofono mi ha visto sentire gli scricchiolii più netti mai ascoltati finora. Ho paura di non farcela, e che gli scricchiolii si trasformino in uno schianto. Ci proverò lo stesso, ma i timori ci sono. Cosa accadrà, non so. Ma so anche che c'è una parte di me, che non ha nulla a che fare col lavoro ma va molto più in profondità, che si è rotta della solitudine, che vorrebbe, banalmente, uscire all'aperto. E che, a differenza di quella lavorativa, dove la lotta quotidiana contro stanchezza, ansia, dubbi mi ha visto alla fine tirare una somma positiva e raccogliere i frutti di molta fatica e di tante difficoltà, quella personale sembra si sia bloccata in un angolino da cui non riesce a sfilarsi. Ma poi, vedremo. postato da: Eteriele
alle ore 00:29 | link
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argomento: sogni, dubbi Il vento, del passatoGiorni ventosi qua a Toulouse. Le folate tiepide sferzano i prati del campus, gli alberi spogli, la città dai mattoncini rossi... Sembra lontano l'inverno scorso, senza vento ma molto freddo. Quest'anno sui Pirenei non c'è neve, solo un piccolo strato di ghiaccio che non permette alcuna escursione: tristezza.
E soffia anche il vento del passato, ha soffiato questo fine settimana, un piccolo contatto con quell'amore antico, sono passati tanti anni. Cosa accadde è facile a dirsi. Fu una storia di un anno. Tu ne avevi 27 e lei 20. E te la ricordi come una storia dolce, passionale e imperfetta, molto parziale, frammentaria, pure. Perchè non avevi testa, perchè l'amore di lei, che pure credi ci fosse, non copriva la differenza d'età che sentivi troppo grande. Quando scopristi che l'amavi davvero e che forse ce l'avreste potuta fare, era tardi, molto tardi, troppo tardi. Lei era perduta, ed era andata a vivere con un uomo ben più grande di te in un paese lontano. Non l'hai vista che due volte in questi anni. La seconda poco più di tre anni fa, dopo averle scritto un piccolo biglietto. Credevi d'averla ritrovata, ti sembrava contenta, pensavi che avreste potuto rivedervi, almeno di tanto in tanto, da qualche parte. Durante quelle poche ore ti accorgesti che l'amavi sempre, almeno un po', ma non glielo dicesti, avresti solo generato una fuga. Ma la fuga ci fu ugualmente: qualcosa accadde, dopo, dalla sua parte, e lei si allontanò in fretta, e di fronte al tuo stupore (ed anche alla tua manifestata cocente delusione per quella marcia indietro) lei si rifiutò di dare spiegazioni. Fino ad un tuo breve e-mail provocatorio al quale rispose, incredibilmente e al suo posto, l'uomo lontano, che colse l'occasione per dirti che si sarebbero a breve sposati (vivevano insieme da sei anni in casa di lui). Rispondesti, a lui, molto duramente: ma nel contempo ti fu subito chiara la ragione della marcia indietro di lei, nei mesi precedenti. Non era libera di vederti e, come sempre le avevi visto fare in passato, aveva accettato la limitazione della libertà finendo per convincersi che fosse una decisione sua. Aspettasti più di un anno, poi le mandasti una piccolissima e-mail con gli auguri di compleanno e Natale. Rispose, con molto ritardo, ringraziando. Da allora solo qualche e-mail, le sue risposte sempre molto tardive: non conti più per me, aspetta. Ok, decidi di aspettare, in fondo che fretta c'è? Ma domenica, domenica vi riscrivete, e tu le mandi della musica (che è il suo mestiere). Scherzando, davvero senza malizia, le dici una cosa del tipo: e tanti saluti dal tuo ex fidanzato. Accade una cosa strana: risponde piccata. E quando mai io e te siamo stati fidanzati? Ok, d'accordo, le rispondi. E, aggiungi: ho capito che t'amavo troppo tardi. Quindi niente fidanzati, eravamo solo amici-amanti. Una vecchia definizione che allora usavi con lei, e che la faceva un po' arrabbiare. Sì, le scrivi, facevamo una parte delle cose che fanno i fidanzati, quelle dolci, quelle passionali, ma mancava il resto. Non va bene neppure così: ti risponde che no, non eravate neppure amanti. Perchè se tu fossi stato il di lei amante, avresti dovuto avere una fidanzata fissa che tradivi con lei. Ma poichè lei era l'unica, e non l'hai mai tradita, non puoi definirti amante. Ed ra basta con questo discorso, aggiunge, nonostante l'abbia iniziato lei. Ma che diavolo succede? C'è una cosa che ti è chiara: quel suo nervo è scoperto, almeno un pochino. La cosa assurda è che lei mostra che è scoperto nell'affermare con durezza che non lo è. Che tu non conti nulla, alla fine, nè hai mai contato nulla. Le scrivi che ok, questo l'hai capito, e che sei passato invano. Ma lei non risponde più. E' la storia della tua vita, questa: ami donne che poi fuggono. E poi si sposano. Chi come lei, perchè non ci sei stato abbastanza, chi, come quell'altra, intimamente corrotta, perchè non le servivi più a niente ma anzi, eri pure d'intralcio e per di più non riusciva a farti credere il contrario. Ma sentirsi dire: non conti nulla, non hai mai contato nulla, anche dopo tanti anni, e proprio da lei che è il tuo passato più dolce e passionale, fa un po' male. Ma se non contavi nulla, perchè un anno con te? E, infine, se non contavi nulla nè conti più niente - tutto legittimo intendiamoci - perchè ora lei s'incazza tanto? Ma è proprio questo il punto: non puoi più parlare di questo con lei. Il vento del passato soffia, soffia, e si porta via le tue parole, e resta solo il ricordo di un calore tanto intenso quanto lontano, ormai quasi negato da lei, che invece era affianco a te, allora, anche se ora preferisce riscrivere il tutto in maniera diversa. Ora quel ricordo lo puoi preservare solo tu, e così farai, che lei lo voglia o meno. Giuliano Carmignola e i late violin concertos di VivaldiRipercorro il mio blog, vado su e giù per i quattordici e più mesi della sua esistenza (che possono, malamente, aggiungersi a quelli dei due più radi e meno densi blog precedenti) e mi rendo conto che negli ultimi qualcosa è cambiato. Autoanalisi veloce ma dalla risposta quasi scontata: conosco il perchè del cambiamento non tanto in quello che scrivo (giro sempre intorno alle stesse cose, come accade di frequente) ma nel come lo scrivo. E il cambiamento essenzialmente è questo: mi prendo un po' meno sul serio (ma comunque sempre troppo). Perchè? E' facile la risposta: per tre o quattro cose che mo' vado ad elencarvi.
La prima è l'Amica Ritrovata. In realtà l'avevo ritrovata da un po', ma ora questo reincontrarsi ha preso forma quasi quotidiana. L'Amica Ritrovata... il mio antico e duraturo e non corrisposto amore della giovinezza. Non posso parlare che per me: so cosa è tornato su, so quale sia stata la mia gioia nel rivederla, quale la mia (a tratti un po' incredula) contentezza nel sentirla per msn, sapere che è lì, che dopo 20 (venti!) anni da quelle lontane giornate che ci vedevano sedere a pochi metri di distanza in una classe liceale, l'affetto, la confidenza, la capacità di parlarsi e di capirsi (tutte cose che ho sempre saputo essere state reciproche ma che per tantissimi anni pensavo si fossero perdute in due vite diverse e lontane) sono tornate con naturalezza. La cosa assurda è che questo è iniziato ad accadere, l'Amica Ritrovata sa bene perchè, in un frangente disperante e orrendo. E' stata, a farci ritrovare, una persona che ora non c'è più, e che abbiamo amato (e amiamo e ameremo sempre) molto entrambi, in maniera diversa. E questo è stato, dal mio punto di vista, l'ennesimo, estremo regalo. Ecco: da quando l'Amica Ritrovata è tornata, io mi sento meno solo. E non aggiungerò altro, lei capirà. La seconda cosa è la fine di un incubo lavorativo. Ma questo non è molto interessante. La terza cosa è il sorriso di C. C. è una giovane donna, assai più giovane di me, a cui ho avuto il piacere di insegnare un po' di fisica in questi mesi, ma soprattutto di perdermi nei suoi occhi e nei suoi sorrisi. Sì: di sorriderle e di avere il suo sorriso. C. è una persona di cui non so quasi nulla, di cui ho solo potuto osservare la vitalità esplosiva e l'intelligenza allegra, come una persona ben più grande e diversa può fare. Il sorriso di C. mi ha accompagnato, ed è un peccato che ora non la potrò vedere quasi più, perchè non sarò più suo prof., ma quel sorriso verrà comunque con me. La quarta e ultima cosa si chiama Julie alias LoreleidelReno alias Eufonica Ormonale (e per trovarti dei nuovi nomi, il me faut du temps: ché pure Bastiano Baldassarre Bucci, molto più talentuoso di me, ebbe i suoi bei problemi per trovare il nome alla principessa della turris eburnea). Lorelei, che se chiude davvero il suo blog, giuro che salgo su un treno o un aereo e vado a legnarla. Julie, che non so se incontrerò mai pirsonalmente di pirsona, ma che è il buonumore quotidiano (mi ripeto, je sais...) nell'aprire il suo blog. L'Eufonica, che non ha ancora chiara la propria rara luminosità, o forse l'intuisce e ne ha timore, oppure ne vede i riflessi su specchi che gliela rimandano indietro deformandola... A cui auguro di cuore, anche solo per questi mesi di risate tanto silenziose quanto tonanti che le sue scalette sentimentali a chiocciola mi hanno provocato, di trovare quel che cerca. E se non cerca nulla, di trovarlo lo stesso. postato da: Eteriele
alle ore 23:17 | link
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argomento: viaggi, sogni I'm searching for being German...E non potendo diventare biondo e con l'occhio chiaro, cerco di farlo per adozione: sto cercando una casetta a Berlino (meine liebe...!) sulla quale investire qualche soldino arrivato inaspettatamente. L'idea è di andarci quando mi va e per il resto del tempo affittarla a modiche cifre per brevissimi periodi a turisti che vogliano spendere molto poco e godersi la città.
Ne ho trovato alcune che, dalle foto, mi piacciono. La prima sta a Schmargendorf, un poco oltre le mie possibilità salvo piccolo prestito che vorrei evitare, non molto centrale ma pare davvero jolie. La seconda è ancora po' più periferica, però più economica ed alla mia portata, e sembra carina anch'ella.
Poi ce ne sono altre potenziali altrettanto attraenti per posizione e supermodica cifra, per esempio una in Hansaviertel ed una a Charlottenburg, ma vai a capire come sono esattamente, quando chiedi le foto o viene fuori la Feuersturm di Alexanderplatz o la Brandeburgische Tor (belle foto, però) che tenderei a pensare di non potermi permettere, oppure delle immagini nebulose dalla risoluzione 1x0.5: il vantaggio è che puoi immaginarci quel che vuoi. Se riesco, ci vado prima di Pasqua e me le guardo tutte... E non posso neppure dire di non saper perchèEra un mesetto buono che non mi rompeva oniricamente le balle, quindi rieccola, puntuale come sempre quando certe cose vanno in un certo modo.
Nel luogo dove tutto inizia (e non so se finisce): la grande casa della mia infanzia e giovinezza. Senza entrare troppo nei particolari, il sogno è sgradevole e violento: lei ha una fede al dito, io ad un certo punto me la carico sulle spalle e la getto fisicamente dentro uno dei due grossi cassoni a rotelle di raccolta della spazzatura. Quindi do un colpo al suddetto e lo lascio scivolare per la strada che lentamente declina (com'era esattamente nella realtà). Ci sono due interpretazioni possibili, una benevola e una meno buona. La prima è che il mio io se ne sia quasi disfatto e la stia lasciando definitivamente andare dove merita. La seconda è che sia (comme d'hab) lo sfogo onirico per quello che non ho avuto la possibilità di fare nella realtà. Propendo per la seconda ipotesi, perchè so cosa può avere scatenato nel sonno la triste ricomparsa di Madame: conosco come funziona il meccanismo, cosa lo genera e cosa l'impedisce, ma il rapporto causa-effetto in questo caso è facile e ovvio. E come sempre sapere non serve ad impedire. Basta, grazie, ne ho pieni gli zebedei. Oggi ho lavorato male: meno male che la lezione era l'ultima. Stanotte hai sognatoHai sognato una casa al mare mai esistita, infestata dalle api. Api ovunque, che facevano questi bozzoli grandi e orrendi che erano attaccati al soffitto. E c'era anche la sorellina, e non sapevate che fare. Fin quando non hai riempito un bicchiere di alcool e hai deciso di bruciare tutto, e di passare con il fuoco sotto quelle sacche. Ma poi il bicchiere stesso ha preso fuoco, e si è incendiato tutto, e tu sei corso, l'hai preso e l'hai gettato a terra, il bicchiere si è rotto, il fuoco si è spento e la sorellina sorrideva. E poi i bozzoli cadevano a terra, e si rompevano, si disfacevano e colavano, ed erano pieni di neri feti di api, alcuni si muovevano in mezzo al miele che formava grandi pozze dilaganti, e la sorellina ha detto no, non preoccuparti, non è miele.
Poi hai sognato il tuo amico, il compagno di tanti viaggi, e quella ragazza, quell'amica intelligente e irresponsabile, lei che pensavi amica come poche e che hai perduto per sempre nell'estate del 2005, una delle tante fiducie concesse, riposte e tradite così male e così stupidamente, alla faccia della sua intelligenza che lei sapeva che conosci e riconosci; e ora sai che lei dice che si aspetta che se l'incontrassi per strada le sputeresti in faccia, ma no, non sputeresti, non sai fare una cosa simile e ti repelle, e se la vedessi ti verrebbe soltanto un'infinita tristezza perchè, davvero, quell'ultima volta t'impedisce di passarci sopra, eppure ti manca e le volevi bene e apprezzavi che ti tenesse testa e come era bella nella sua intelligenza. E se eri andato a dormire, ieri notte, con una sensazione strana di oppressione, ti sei svegliato stamane triste, di cattivo umore. Sei troppo stanco e ne hai fatta troppa per pensare che la fisica, cioè le lezioni, i libri, i compiti, i microscopi e i magneti, i programmi e i calcoli, i fitting e le piccole equazioni così come quelle monumentali, e le derivate e gli integrali, e la meccanica e la teoria dei quanti... che tutto questo faccia argine. L'argine ha ceduto da tempo, se pure mai è esistito, visto che l'hai usato spesso per proteggerti, ma proteggersi da se stessi è la cosa più complicata e tu, tu non ci riesci che a tratti e sempre con questi sogni e col sonno dove le tante fiducie concesse e tradite, quelle che hai dovuto tirare di lama per recidere, vengono a galla e ti ricordano che sei condannato a non dimenticare. |