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Bakis in Le Cinque

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Utente: Eteriele
"Non bisognerebbe raccontare mai niente, né dare dati né tirare in ballo storie né fare in modo che la gente ricordi degli esseri che non sono mai esistiti né hanno mai messo piede su questa terra né attraversato il mondo, o che invece ci sono passati ma erano già in salvo nell'orbo e incerto oblio. Raccontare è quasi sempre un regalo, compreso quando porta e inietta veleno il racconto, è anche un vincolo e un concedere fiducia, e rara è la fiducia che prima o poi non si tradisca, raro il vincolo che non si aggrovigli e non riannodi, e perciò finisca per stringere e si debba tirare di coltello o di lama per reciderlo. Quante delle mie rimangono intatte, delle molte fiducie concesse da chi tanto ha creduto nel suo istinto e non sempre ha fatto attenzione ed è stato ingenuo per troppo tempo? (Sempre meno, sempre meno, ma la diminuzione di tutto questo è molto lenta). Rimangono intatte quelle che ho posto in due amici che ancora le conservano, a fronte di quelle riposte in altri dieci che le hanno perdute o dissipate. [...] Arrecare offesa alla fiducia è anche questo: non soltanto essere indiscreto e provocare danno o rovina con ciò, non soltanto fare ricorso a quell'arma illecita quando i venti cambiano e si piglia di mira colui che ha raccontato e ha lasciato vedere, ma anche trarre vantaggio dalla conoscenza ottenuta per debolezza o distrazione o generosità dell'altro, senza rispettare né tenere in considerazione la via attraverso cui si è arrivati a sapere ciò che si travisa o si brandisce adesso: se furono le confessioni di una notte innamorata o di un giorno disperato, di un tramonto di colpa o di un risveglio desolato, o dell'ubriaca loquacità di un'insonnia: una notte o un giorno in cui chi parlava parlava come se non vi fosse futuro al di là di quella notte o di quel giorno e la sua lingua sciolta dovesse morire con loro, ignorando che c'è sempre un altro che deve venire, rimane sempre, un po' di più..." (Javier Marias, Il tuo volto domani)

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giovedì, 20 novembre 2008

Clic!

Ho un programma bellicoso di riletture cinematografiche da fare in fretta, e il mio mulo è già al lavoro e scarica paziente ciò che gli chiedo. Gli indimenticati "L'uomo che amava le donne" del grandissimo François, "L'ospite d'inverno" di Alan Rickman, "Exotika" di Atom Egoyan, e colgo il momento per scaricare anche il resto del regista canadese che non ho ancora visto: "Il dolce domani", "false verità", "Ararat: il monte dell'arca" - che dev'essere un po' diverso - e "il viaggio di Felicia". Alla faccia dei calcoli che dovrei fare, delle lezioni che dovrei preparare, delle arretratissime analisi dati che dovrei inviare...
http://kaganof.com/kagablog/wp-content/uploads/2007/09/exotica_ver1.jpg    
 
postato da: Eteriele alle ore 01:18 | link | commenti | commenti (pop-up)
argomento: viaggi, film, sogni, dubbi, ad maiora melioraque, purtroppo rimembro ancor
domenica, 28 settembre 2008

Questo blog mi fa cagare

Ufff... scrivo sempre delle stesse cose. Perchè non ho tempo di scrivere davvero - e troppo poco per pensare - ripiego sulle abituali girate di palle a causa politica. Che, ovviamente, hanno il pregio di non raccontare niente di me.
Mi annoio da solo.
Per trovare un post decente devo andare dietro almeno di un anno.
Anzi, ora faccio un po' di pulizia.
postato da: Eteriele alle ore 00:13 | link | commenti (1) | commenti (1)(pop-up)
argomento: dubbi, purtroppo rimembro ancor
giovedì, 11 settembre 2008

Ma l'ho fatto me?

Ieri sera, con il Giove collega che è qui con me nel centro di ricerca genovese dove alcuni mesi fa è iniziata quest'avventura che ora mi sembra davvero da folli, giravo per il laboratorio quasi completo in cui, tra poche settimane, inizierà l'installazione di quattro meravigliosi microscopi elettronici... Ricordavo quando, quasi due anni fa, ho accettato di dirigere le operazioni e qui c'era un sottopiano lurido e semidiroccato, e mi chiedevo: ma tutta questa roba è opera mia? (Con l'aiuto di alcuni milioni di euro della fondazione...!)
postato da: Eteriele alle ore 09:24 | link | commenti (2) | commenti (2)(pop-up)
argomento: dubbi
sabato, 10 marzo 2007

Bernstein, serenata per violino solo, archi, arpa e percussioni

Claire, dunque.
E' una ragazza francese, amica e collega della barcellonese compagna d'opera ed ora di duo bachiano.
Claire è indubbiamente graziosa, abbastanza colta, ma nello stesso tempo sembra nascondere un lato piuttosto sofferente di cui non so l'origine, e sempre Claire piace molto ad un amico e collega che vive qui, e che in generale - ha un rapporto sentimentale stabile e forte - è sempre molto "asettico" con le altre donne. Per lei invece ha un'evidente predilezione e cerca di fare in modo d'averne in tutti i modi l'attenzione. Lei apprezza e contraccambia.
Invece da me è irritata. Non so perchè, ma la cosa è tanto evidente quanto me ne è oscuro il motivo. Ma essendo che la mia capacità di comunicazione con il sesso femminile è via via andata peggiorando nel tempo, e con la parte indigena è pure peggio, neppure con Claire le cose vanno diversamente.
Mi chiedo spesso dove io sbagli, cosa sia che vien fuori, di me, e che irrita così tanto un certo tipo di donne. Ce ne sono altre, ad esempio T., recente amica, che invece con me sono affettuose e dolci.
Ma mi pongo la domanda diversamente: Claire mi piace, ed è evidentemente il modo in cui lo manifesto a rendermi irritante. Magari lo sarei a prescindere, ma con lei è evidente.
Non riesco a trovare la ragione dell'impasse, che pure credo esista.
postato da: Eteriele alle ore 01:56 | link | commenti (1) | commenti (1)(pop-up)
argomento: sogni, dubbi
martedì, 06 marzo 2007

Elle est partie

Sottotitolo e sottofondo:
Baut sich mal einer eine Villa,
dann ist es draußen er weiß oft wo.
Mein bester Freund hat auch 'ne Villa,
doch die liegt mitten direkt im Zoo.
Ich bin oft mit ihm beisammen,
weil wir aus der selben Gegend stammen.
Mein Gorilla hat 'ne Villa im Zoo
Mein Gorilla lebt zufrieden und froh...

Parlai di K., la rumorosa sciampista prestata ingiustamente alle scienze infermieristiche, locataire dell'appartamento sopra il mio, in un vecchio post.
Ora, per aggiungere qualche particolare a quanto scritto, K. è il genere tipico e diffusissimo, come ormai ho scoperto, di giovane francese senza capacità autoanalitica: scuola, autonomia economica precoce perchè il lavoro qui si trova, vita di relazione altrettanto precoce e in generale chiusa sulla coppia, oppure - il caso di K. - vita sociale limitata ad un tour forsennato delle boites il sabato sera, più qualche trombata spot quando capita...
K. è del tutto autoreferenziale e quando pone una domanda non aspetta una risposta, fa da sè: e fuori dai coglioni, grazie. Come la maggioranza di questi simpaticoni, K. proietta sul collettivo ciò che non ha sviluppato dentro: l'atteggiamento francese tipico. In realtà se ne strabattono di te in quanto persona, cercano di farti rientrare in una delle (non molte) categorie che hanno ben sviluppato (la mia, di default, è quella marcata "italie", e madonnina...), ed è questo loro sistema social-culturale che ti sorregge... O, almeno, loro delegano il suddetto ad occuparsi di te: il che accade, sia chiaro. Il lavoro scorre, lo stipendio arriva, la protezione sociale è una realtà vera e non fittizia, il termine "pubblico" ha senso e peso forte, per quanto in continua ridiscussione. E' l'interpersonale che è drammatico, nel senso che non c'è. Dopo la classificazione veloce che fanno di te usando una delle loro categorie, segue puntuale il disinteresse: poichè in generale non sanno guardarsi dentro, figuriamoci guardare dentro gli altri... In generale quindi sono degli incapaci affettivi, con una fortissima ideologia collettiva che fa da alibi condiviso e inconscio e da supplente. E il disinteresse - che è dei singoli verso i singoli - è mascherato da discrezione. Per cui se io provo a interessarmi a loro, a quelli che possono incuriosirmi, mi prendono per un impiccione. Capisco sempre meglio perchè per Madame J questo fosse il paese ideale.
Ma stavo scrivendo di K., quindi torniamo a K. Dopo che m'ha classificato come il locataire italien, e dopo aver subito un paio di interrogatori sull'Itaglia, in cui - appunto - non ha mai ascoltato le poche risposte che ho cercato di darle, ho lasciato perdere: era come parlare con un muro. Carino, il muro, ma sempre muro. E' scesa da me una sera di tre o quattro settimane fa per chiedermi di darle una mano col computer. Sono salito, le ho messo a posto il pc, cercando inutilmente di spiegarle perchè attaccare una tastiera al posto di un mouse non è garanzia di funzionamento se non si tratta di periferiche USB,  mentre ho dovuto farmi strada tra confezioni di farmaci contro la gastrite, lavande vaginali e blister di anticoncezionali vuoti o semivuoti sparsi ovunque...
Senonchè l'incrocio di nuovo una decina di giorni fa, e trova modo di dirmi che se ne va. Cerca un appartamento in centro, questo non fa più per lei (la sua vita sociale, il punto è questo, risente del fatto che lei abiti in una villetta non à la mode, lontana dalle boites ma prossima ad un boschetto...).
Oggi ho trovato la camionette parcheggiata di fronte a casa e l'ho sentita per tutto il pomeriggio trasbordare mobili e scatoloni.
Ora, la questione è questa: l'appartamento di sopra è vuoto. Siamo rimasti in due su quattro.
Io e i dirimpettai, una giovane coppia senza figli, lui sembra uscito da un brutto varietà di France 2: fa i versi, le vocine, le smorfie, le pernacchie e gli sbuffi che solo una nazione come questa può trovare comici. E ci sono due cose che meritano di essere segnalate. La prima avevo pensato anche di usarla come spunto per un racconto, ma vai a trovare il tempo per scriverlo...  A mio avviso il lui della coppia dirimpetto aveva una relazione con K. Ogni volta che la compagna usciva, lui si precipitava al piano di sopra. Salvo fare, poi, beaucoup de sympas repas tous ensemble... E questo lui aveva l'aria piuttosto triste, in questi giorni, il dubbio che mi resta è se la sua compagna abbia capito o no, sappia o meno.
La seconda cosa invece è mia: la partenza di K., l'inutile, sciampistica K., m'intristisce. Avevo imparato a conoscerne le abitudini, gli orari, il modo di zampettare sulle scale e di prepararsi i pasti. Le docce quasi sempre notturne. Sapere che stava e dormiva e mangiava sopra di me mi faceva sentire meno solo. Stanotte non viene un rumore da sù, l'appartamento credo ormai sia quasi vuoto. E, prima che me ne vada anch'io, tra qualche mese, mi chiedo chi arriverà al posto di K. e cosa capiterà alla coppia dirimpetto. Sento stanotte la mancanza di un'estranea piuttosto idiota a cui mi hanno legato non amicizia, o complicità e neppure antipatia: ma orari, rumori e odori (l'unica cosa che posso dire di buono di lei è che aveva un buon odore e due piedi carini). E questo la dice lunga sulla solitudine che permea la mia vita francese: nel breve sonno di questo pomeriggio, mentre K. traslocava e saliva e scendeva per le scale, ho fatto dei bizzarri sogni erotici a sfondo piuttosto angosciante, come da moltissimo non mi capitava.
postato da: Eteriele alle ore 01:32 | link | commenti (4) | commenti (4)(pop-up)
argomento: dubbi, ad metalla, ad maiora melioraque
mercoledì, 21 febbraio 2007

Sono troppo stanco

...questa sarebbe dovuta essere una settimana di riposo italiano.
Invece: sono attaccato allo strumento che misura i campetti magnetici prodotti dalle nanoparticelline... Una settimana senza sosta. Poi domenica riparto a Toulouse, e da lunedì di nuovo al massacro tra microscopi e lezioni.
Ora: tutto questo non è masochismo. E' desiderio di scoprire delle cose nuove, di non perdere il rapporto con le due colleghe italiane con cui lavoro più a contatto e a cui sono legato, di essere coinvolto nello studio di alcuni materiali carini e nuovi.
Inoltre: da settembre tornerò in Italia, ma sarò in condivisione tra la mia università d'origine, nella quale ormai terrò solo un po' di lezioni, e un nuovo centro di ricerca del nord italia che mi ha proposto di coronare il più fantastico e impensabile dei miei annosi sogni di fisico, la direzione di un laboratorio nuovo di zecca di microscopia elettronica, con budget siderale, uno stipendio finalmente decente e la possibilità di scegliermi le persone con cui lavorare. Alea Jacta Est:
la capa universitaria è ora informata e mi sostiene.
Ma, ma... talvolta, come oggi, ad esempio, scricchiolo. Quest'anno di massacro didattico francofono mi ha visto sentire gli scricchiolii più netti mai ascoltati finora. Ho paura di non farcela, e che gli scricchiolii si trasformino in uno schianto. Ci proverò lo stesso, ma i timori ci sono. Cosa accadrà, non so.
Ma so anche che c'è una parte di me, che non ha nulla a che fare col lavoro ma va molto più in profondità, che si è rotta della solitudine, che vorrebbe, banalmente, uscire all'aperto. E che, a differenza di quella lavorativa, dove la lotta quotidiana contro stanchezza, ansia, dubbi mi ha visto alla fine tirare una somma positiva e raccogliere i frutti di molta fatica e di tante difficoltà, quella personale sembra si sia bloccata in un angolino da cui non riesce a sfilarsi. Ma poi, vedremo.
postato da: Eteriele alle ore 00:29 | link | commenti (2) | commenti (2)(pop-up)
argomento: sogni, dubbi
domenica, 21 gennaio 2007

I'm searching for being German...

E non potendo diventare biondo e con l'occhio chiaro, cerco di farlo per adozione: sto cercando una casetta a Berlino (meine liebe...!) sulla quale investire qualche soldino arrivato inaspettatamente. L'idea è di andarci quando mi va e per il resto del tempo affittarla a modiche cifre per brevissimi periodi a turisti che vogliano spendere molto poco e godersi la città.
Ne ho trovato alcune che, dalle foto, mi piacciono. La prima sta a Schmargendorf, un poco oltre le mie possibilità salvo piccolo prestito che vorrei evitare, non molto centrale ma pare davvero jolie.
La seconda è ancora po' più periferica, però più economica ed alla mia portata, e sembra carina anch'ella.
Poi ce ne sono altre potenziali altrettanto attraenti per posizione e supermodica cifra, per esempio una in Hansaviertel ed una a Charlottenburg, ma vai a capire come sono esattamente, quando chiedi le foto o viene fuori la Feuersturm di Alexanderplatz o la Brandeburgische Tor (belle foto, però) che tenderei a pensare di non potermi permettere, oppure delle immagini nebulose dalla risoluzione 1x0.5: il vantaggio è che puoi immaginarci quel che vuoi.
Se riesco, ci vado prima di Pasqua e me le guardo tutte...
postato da: Eteriele alle ore 20:41 | link | commenti | commenti (pop-up)
argomento: viaggi, sogni, dubbi
mercoledì, 17 gennaio 2007

Doutes

I miei norwegian students...
A loro ho insegnato fisica per diversi mesi, questa settimana concludo, e finiranno pure per mancarmi. Alla fine delle esercitazioni di laboratorio, comunque, devono consegnarmi quel che si chiama "il rendiconto", una piccola relazione su quanto fatto. Tengo una esercitazione per settimana da circa tre mesi. Ora: poco prima di Natale becco un grafico dove i due etudiants (un lui ed una apprezzabilissima lei) avevano scritto in basso quanto segue:
" questo fiore @ è per lei, Monsieur Eteriele".
Uhm.
Poi oggi ne ho trovato un'altra (altro lui ed altra lei dello stesso gruppo): un sole che rideva nella prima pagina della relazione e una rosa nella seconda, un mare di cazzate di fisica nelle altre, ma questo non c'entra.
Mi stanno prendendo per i fondelli?
postato da: Eteriele alle ore 23:49 | link | commenti (2) | commenti (2)(pop-up)
argomento: dubbi