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![]() Un paese mummificato nel peggioMentre il quarantasettenne nero progressista Barack Obama diventa presidente degli Stati Uniti, Hillary Clinton suo ministro degli esteri, a casa nostra la mummietta nana, asina, liftata e con la fedina penale lunga come un Rotolone Regina che fa il primo ministro dichiara: "l'Italia è il Paese che amo", "siamo quelli del '94", "i comunisti sono sempre gli stessi", "le nostre idee non hanno bisogno di cambiare". E' dura dirlo, ma è vero: per molti aspetti ha ragione. Siamo quelli del '94, ma anche dell''84 quando elegemmo Craxi, degli anni settanta con andreotti e Cossiga, dei sessanta con Fanfani, dei '50 con Scelba e Tambroni. Ed è vero che le idee (diciamo così...) della mummia e della sua banda di zozzoni non hanno bisogno di cambiare: gliele ha scritte Gelli negli anni settanta e sono attualissime, mai passate di moda, e nel solco di una ventennale tradizione (1921-1943).
Intanto gli avversari si suicidano in preda a convulsioni di ogni genere, tra miserabili lotte intestine per amministrare il nulla che è loro rimasto e riesumazioni sinistre come quella del povero Zavoli, che manco Dracula sotto trip avrebbe avuto il coraggio di proporre. Alla faccia del partito nuovo: va a picco per la presidenza della commissione parlamentare di vigilanza ma non spende una parola sulla vicenda di Eluana Englaro e sui relativi deliri di Ruini, Bagnasco e compagnia. Ok, è chiaro: siamo una nazione istericamente e prepotentemente votata al declino, dove tutti - ma proprio tutti - lavorano indefessamente per questa raggiungibilissima, o forse già raggiunta, meta. Avanti: basta poco e ce l'abbiamo fatta: W la libertà e abbasso i comunisti, rovina della nazione! PS: Comunque in tutte le cose c'è un lato comico: il titolo di Repubblica "Addio a Forza Italia, ora c'è il PdL" non l'avrebbero pensato manco quelli di Cuore... La catastrofe di Sant'AnnaHo visto "miracolo a Sant'Anna".
Mi sono convinto di due cose: a) chi ha accusato il film di revisionismo o non l'ha visto, o, se l'ha visto, aveva il cerebro collegato alla 380; b) è il caso di promuovere un'urgente petizione popolare per impedire a Spike Lee di mettere, cinematograficamente parlando, piede fuori da Harlem. postato da: Eteriele
alle ore 01:16 | link
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argomento: film, ad metalla La futura classe dirigenteDue mie studentesse, sentite da me medesimo mentre uscivo dall'aula dove avevo tenuto lezione:
"....ooohhh, è sicuro! Abbiamo d-e-c-i-s-o-o-o! Dimentichiamo tutto, non c'è nulla da fare! Anche in coppia!!!" postato da: Eteriele
alle ore 11:18 | link
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argomento: ad metalla, conversazione masterpiece DòDòChe in francese vorrebbe dire nanna.
Invece no: DòDò era il soprannome del mio collega di stanza ai tempi del post-doc francese in microscopia. DòDò o anche Dò2 Marò. Ma chi era DòDò? Era un ricercatore anziano del cnrs, detto anche "monsieur haute-resolution" per la tecnica microscopica di cui era profondo conoscitore. Tanto profondo quanto blindato: non lavorava con nessuno, non parlava quasi con nessuno, veniva in laboratorio - nei periodi migliori - una, massimo due sere alla settimana. E in generale per organizzarsi quei due o tre congressi mondiali cui annualmente partecipava, completamente spesato dal laboratorio, e dove da più di dieci anni presentava sempre la stessa comunicazione giunta alla sua trentesima versione. postato da: Eteriele
alle ore 13:41 | link
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argomento: ad metalla, purtroppo rimembro ancor Talent scoutSe ci si può autoinviare ad metalla, moi lo faccio subito.
Statisticamente, ormai, la cosa è chiara: se ce n'è una guasta nel raggio di un centinaio di miglia, è certo che la scoverò con un fiuto che neppure il più blasonato cane da tartufi. Oppure, ancora peggiore variazione sul tema, il contatto con me spinge la parte guasta a scoppiare e prendere il predominio. Comunque sia, le miniere mi attendono. postato da: Eteriele
alle ore 22:49 | link
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argomento: ad metalla EccallàCarina, curata, italiana, aria tra il triste e l'annoiato. E soprattutto tamarro-dotata: lui sembra uscito da un cattivo programma che genera orrende quintalate di fuchi sprovvisti di parola. (Note caratteristiche: pettinatura a coefficiente aerodinamico molto basso, occhiali da sole a superficie edificabile che si tengono anche nel sonno: non sono appoggiati, ma attaccati al cuoio capelluto e sicuramente pure vascolarizzati: se li si stacca sanguinano.)
l programma si chiama Basic Tamarro Self Creating: dummies for dummies, si scarica in rete (esiste la sola versione 0.01 che nessuno ha mai osato aggiornare) ed è piccolo: 15 kB in tutto. Non prevede infatti che le creature generate siano dotate di sistemi complessi come il cerebro. Unici parametri soggetti a variazione sono la quantità di peli (che non può scendere però sotto una certa soglia), tipo e quantità di brillantina, oggi più consonamente chiamata gel per capelli, colore degli abiti aderenti, modello di orologio, montatura dell'occhiale testato per protezione totale su Mercurio, volume massimo dei grandi glutei, bracciale e catenone sì/no. ![]() (La foto è mia, finalmente il 420 mm della nuova macchina è servito: ora la vendo.)
postato da: Eteriele
alle ore 11:57 | link
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argomento: ad metalla Dedicato al proprietario di Meridiana. E a sua sorella.Mercoledì riparto per la Francia. Dalla mia città a Parigi, volo diretto operato dalla compagnia dell'Aga Khan (si scriverà con o senza l'acca?), Meridiana. Ho congegnato tutto: partenza alle 11.45, arrivo al De Gaulle alle 13.30 circa, cambio di terminal, volo Air France per Toulouse delle 15.55, arrivo alle 17.15, quindi casetta.
Arrivo all'aeroporto della mia città e scopro che il volo meridiana ha un ritardo di soli cinquanta minuti. Bestemmia silenziosa verso un paio di santi minori, rapido calcolo mentale: ce la dovrei fare ugualmente. L'MD 82 arriva in aeroporto da Olbia alle 12.35, si svuota dei pochi passeggeri che poi fa risalire venti minuti dopo, senza che il sistema di assegnazione dei posti abbia però tenuto bloccata la loro posizione, per cui quando risalgono sull'aereo si scopre che ci sono almeno dieci persone con lo stesso numero di poltrona: casino, proteste, voci, le hostess sedano la piccola rivolta e intanto si accumula un altro po' di ritardo. L'aereo si stacca da terra alle 13.10 e annuncia due ore di volo: bestemmia silenziosa su Sant'Efisio: visto che questo è il preferito dai miei concittadini non ci sta male. Il jet atterra al Roissy alle 15.05, ma dato che devo cambiare compagnia e non c'è continuità tra i due voli, devo ritirare il bagaglio e reimbarcarlo. Ovviamente il mio valigione esce quasi per ultimo, e sono le 15.25. Devo cambiare terminal. Meridiana atterra al terminal dei low-cost (sporco, sgangherato e mal servito), lì non c'è la navetta che fa il giro dei terminal, ma devo andare a prenderla dopo passaggio di un tunnell e attraversamento pedonale. E dove cazzo è la navetta? C'era un piccolo bus che faceva il giro dei tre terminal dell'enorme scalo parigino, e di questo bus non c'è più traccia. Intravedo un cartello che indica un trenino interno. Dev'essere roba abbastanza recente, ma in quanto a segnaletica la Francia non brilla. Mi dirigo verso il trenino a naso, lo prendo e arrivo al terminal 2, mentre nella bestemmia mentale è finito gesù cristo e i dodici apostoli. Il quale terminal 2 però è diviso in sette sotto-terminal, dalla A alla F, collegati da plusieurs tapiri urlanti. Sul mio biglietto non c'è scritto in quale di questi io debba andare, ma mi aspetterei che all'uscita del nuovo e ganzo trenino interno che ha sostituito la navetta bus ci sia uno schermo che indichi tutte le partenze e il relativo sotto terminal: manco per il cazzo, si va alla cieca. La tiro a bussolotti, e scelgo il terminal 2D. Sono le 15.45 e ho il sospetto che su quell'aereo per Toulouse non salirò. Arrivo al 2D e una solerte signorina di Air France mi dice che devo andare al 2F. Inverto la direzione, percorro a passo forsennato quattro tapiri urlanti mentre ormai nella bestemmia che pronuncio a labbra serrate sono finiti gli altri due membri della santissima trinità. Arrivato al 2F, sono le 15.50, si sbellicano tutti dalle risa quando cerco di proporre un check-in. Vada in biglietteria e si faccia cambiare il biglietto. Vado in biglietteria, dove una vetusta baldracca tutta ossigenata e dalle unghie finte percuote con bizzarro suono una tastiera e mi comunica che il mio biglietto è "expiré", cioè lo posso usare a mo' di papier-cul, al secolo carta igienica. Se vuole però posso vendergliene un'altro, mi comunica questa incartapecorita zoccolaccia, alla modica cifra di eure 610. No aspetti, però - sorriso da peripato ben conosciuto e praticato - se prende anche il ritorno possiamo arrivare a 320. Ahhhhh... non le dico dove può mettersi biglietto, equipaggio ed intero airbus. Ho finito i santi (e la vergine la lascio in pace per vecchia abitudine) ma ho il pc portatile con me, quindi decido di collegarmi con la rete wi-fi del più importante scalo di Francia per vedere se easyjet ha un biglietto non troppo costoso che da Orly mi porti a Toulouse. Procedo con la procedura di autentificazione, digito le cifre della carta di credito, trenta minuti per eure 12, grazie. Pagamento accettato, collegamento assente. Ridigito i codici di connessione quattro volte, e per quattro volte mi rimanda alla main page del portale dove mi chiede di pagare di nuovo. Passiamo a Maometto ed Allah, che si fottano pure loro. Che alternativa mi resta? Ma il treno, bien sur. Scendo alla gare TGV dell'aeroporto, vado alla biglietteria automatica, sono le 16.20. C'è un TGV Paris-Toulouse che parte alle 17.20 da Montparnasse. Ok, d'accordo. 83 eure belle belle grazie, ed ecco il biglietto. Ma ce la farò in metropolitana? Probabilmente no. Quindi taxi, per essere sicuro, anche le indicazioni per il parcheggio dei suddetti fanno cagare, faccio sei rampe di scale mobili, sono le 16.30. L'autista mi chiede dove voglio andare, e io dico a Montparnasse. A che ora ha il treno: alle 17.20. Sgrana gli occhi. Io: ce la facciamo? Lui: se non troviamo traffico. Il traffico infatti è orrendo. Arriviamo alla stazione alle 17.24. Il TGV è partito e l'autista mi sorride e mi dice: eccoci, siamo in orario perfetto, cinquantaquattro eure grazie. Me la prendo con brama, shiva e visnù. Vado alla biglietteria per farmi rimborsare il biglietto: non si può, perchè il treno è già partito. Possono solo riconvertirlo. D'accordo: riconvertiamo. Però è strano, mi dice il bigliettaio, c'è una coincidenza a Bordeaux alle 21.45 ma il sistema si rifiuta di emettere il biglietto. Chiama a raccolta un collega, e iniziano a pestare sul pc, ma nulla da fare. Arriva una terza collega e bestemmiano tutti insieme, io solidale. Alla fine , dopo 25 minuti e una fila che dietro di me sta finendo di levigare le mazze da baseball, costringono il computer a sputare questo biglietto. Salgo sul TGV che mi porta a Bordeaux. E come scendo, sul tabellone non c'è traccia del treno per Toulouse delle 21.45. Mi avvicino alla bigliettaia: dall'aspetto dev'essere la nipote di quella della biglietteria Air France del De Gaulle che voleva vendermi il bigliettino a 600 bardani. Mi sorride: "non monsieur, il treno è stato soppresso per sciopero". A questo punto ci passa Budda, che si piglia un'accusa mentale di ricchioneria. "Però se vuole può dormire qui nella sala d'attesa", gorgheggia la bigliettaia. Senti brutta troiaccia, nella tua bellissima sala d'attesa ci dormi tu, sperando che prenda fuoco, insieme a tua zia dell'Air France, alla presidentessa delle ferrovie rancesi, al direttore dei trasporti interni del De Gaulle, al tassista e all'intero consiglio di amministrazione di meridiana. Vado in un albergo per ripartire col TGV delle 5.39. Arrivo a toulouse alle 7.40. Taxi per andare a riprendermi la macchina. Che fa un giro da demente, si ficca in autostrada, ci mette cinquanta minuti e trenta eure, s'il vous plait. Riprendo la mia macchina e arrivo a casa. Accendo il pc, ed ecco che m'arriva per e-mail il seguente messaggio "Benvenuto alla rete wi-fi dell'aeroporto di Parigi!": Manitou era un pederasta. Di Forza Italia. postato da: Eteriele
alle ore 17:05 | link
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argomento: viaggi, ad metalla La notte prima degli esamiIn confronto Muccino è Fellini.
Pellicola inesistente ed irritante da pieno evo berlusconian-rutelliano. Pellicola dell'Italia superficiale, stupida, inconsistente di oggi: non si salva nulla, davvero nulla. postato da: Eteriele
alle ore 00:48 | link
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argomento: film, ad metalla Elle est partieSottotitolo e sottofondo: Parlai di K., la rumorosa sciampista prestata ingiustamente alle scienze infermieristiche, locataire dell'appartamento sopra il mio, in un vecchio post.
Ora, per aggiungere qualche particolare a quanto scritto, K. è il genere tipico e diffusissimo, come ormai ho scoperto, di giovane francese senza capacità autoanalitica: scuola, autonomia economica precoce perchè il lavoro qui si trova, vita di relazione altrettanto precoce e in generale chiusa sulla coppia, oppure - il caso di K. - vita sociale limitata ad un tour forsennato delle boites il sabato sera, più qualche trombata spot quando capita... K. è del tutto autoreferenziale e quando pone una domanda non aspetta una risposta, fa da sè: e fuori dai coglioni, grazie. Come la maggioranza di questi simpaticoni, K. proietta sul collettivo ciò che non ha sviluppato dentro: l'atteggiamento francese tipico. In realtà se ne strabattono di te in quanto persona, cercano di farti rientrare in una delle (non molte) categorie che hanno ben sviluppato (la mia, di default, è quella marcata "italie", e madonnina...), ed è questo loro sistema social-culturale che ti sorregge... O, almeno, loro delegano il suddetto ad occuparsi di te: il che accade, sia chiaro. Il lavoro scorre, lo stipendio arriva, la protezione sociale è una realtà vera e non fittizia, il termine "pubblico" ha senso e peso forte, per quanto in continua ridiscussione. E' l'interpersonale che è drammatico, nel senso che non c'è. Dopo la classificazione veloce che fanno di te usando una delle loro categorie, segue puntuale il disinteresse: poichè in generale non sanno guardarsi dentro, figuriamoci guardare dentro gli altri... In generale quindi sono degli incapaci affettivi, con una fortissima ideologia collettiva che fa da alibi condiviso e inconscio e da supplente. E il disinteresse - che è dei singoli verso i singoli - è mascherato da discrezione. Per cui se io provo a interessarmi a loro, a quelli che possono incuriosirmi, mi prendono per un impiccione. Capisco sempre meglio perchè per Madame J questo fosse il paese ideale. Ma stavo scrivendo di K., quindi torniamo a K. Dopo che m'ha classificato come il locataire italien, e dopo aver subito un paio di interrogatori sull'Itaglia, in cui - appunto - non ha mai ascoltato le poche risposte che ho cercato di darle, ho lasciato perdere: era come parlare con un muro. Carino, il muro, ma sempre muro. E' scesa da me una sera di tre o quattro settimane fa per chiedermi di darle una mano col computer. Sono salito, le ho messo a posto il pc, cercando inutilmente di spiegarle perchè attaccare una tastiera al posto di un mouse non è garanzia di funzionamento se non si tratta di periferiche USB, mentre ho dovuto farmi strada tra confezioni di farmaci contro la gastrite, lavande vaginali e blister di anticoncezionali vuoti o semivuoti sparsi ovunque... Senonchè l'incrocio di nuovo una decina di giorni fa, e trova modo di dirmi che se ne va. Cerca un appartamento in centro, questo non fa più per lei (la sua vita sociale, il punto è questo, risente del fatto che lei abiti in una villetta non à la mode, lontana dalle boites ma prossima ad un boschetto...). Oggi ho trovato la camionette parcheggiata di fronte a casa e l'ho sentita per tutto il pomeriggio trasbordare mobili e scatoloni. Ora, la questione è questa: l'appartamento di sopra è vuoto. Siamo rimasti in due su quattro. Io e i dirimpettai, una giovane coppia senza figli, lui sembra uscito da un brutto varietà di France 2: fa i versi, le vocine, le smorfie, le pernacchie e gli sbuffi che solo una nazione come questa può trovare comici. E ci sono due cose che meritano di essere segnalate. La prima avevo pensato anche di usarla come spunto per un racconto, ma vai a trovare il tempo per scriverlo... A mio avviso il lui della coppia dirimpetto aveva una relazione con K. Ogni volta che la compagna usciva, lui si precipitava al piano di sopra. Salvo fare, poi, beaucoup de sympas repas tous ensemble... E questo lui aveva l'aria piuttosto triste, in questi giorni, il dubbio che mi resta è se la sua compagna abbia capito o no, sappia o meno. La seconda cosa invece è mia: la partenza di K., l'inutile, sciampistica K., m'intristisce. Avevo imparato a conoscerne le abitudini, gli orari, il modo di zampettare sulle scale e di prepararsi i pasti. Le docce quasi sempre notturne. Sapere che stava e dormiva e mangiava sopra di me mi faceva sentire meno solo. Stanotte non viene un rumore da sù, l'appartamento credo ormai sia quasi vuoto. E, prima che me ne vada anch'io, tra qualche mese, mi chiedo chi arriverà al posto di K. e cosa capiterà alla coppia dirimpetto. Sento stanotte la mancanza di un'estranea piuttosto idiota a cui mi hanno legato non amicizia, o complicità e neppure antipatia: ma orari, rumori e odori (l'unica cosa che posso dire di buono di lei è che aveva un buon odore e due piedi carini). E questo la dice lunga sulla solitudine che permea la mia vita francese: nel breve sonno di questo pomeriggio, mentre K. traslocava e saliva e scendeva per le scale, ho fatto dei bizzarri sogni erotici a sfondo piuttosto angosciante, come da moltissimo non mi capitava. postato da: Eteriele
alle ore 01:32 | link
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argomento: dubbi, ad metalla, ad maiora melioraque Ok, l'intenzione iniziale era......quella di scrivere un post del tutto inutile su una beve uscita assai orchitogena di giovedì.
Volevo provavre a farlo scherzoso, ma per ora è uscito questo, di cui sarà inutile lamentarsi alla fine della lettura, vi avverto: non ci sarà rimborso. Dunque, giovedì mattina propongo un cinema, con titolo preciso, al collega italiano, ricevo un sì, poi il cinema si trasforma magicamente in birra per altrui incantesimo... Chi è il mago che ha potuto tanto? Niente mago, ma tre fatine dalle sembianze di masculi latini hanno condotto il sortilegio: il collega italiano molto confuso, un brasiliano ed uno spagnolo. Al punto d'incontro faccio presente che non ho mangiato e così altri due su tre... E' lo spagnolo inesorabile a dare il tono alla serata: è la sua prima uscita lontano dal "mi amor", come la chiama lui, la sua ragazza che è venuta a vivere qua en france per non lasciarlo solo e che sta a casa ad attenderlo, a fare i mestieri della brava donnina à maison. E, lui aggiunge, "mi amor sa come far felice un uomo" (spero che non si riferisca alla sola qualità del repassage) tanto da proporre alle altre ragazze spagnole del gruppo, che lo ascoltano basite, "voi dovreste prendere lenzioni dal mi amor", ed era serio. Ma la temporanea lontananza del su amor sortisce un effetto neppure strano su di lui: giovedì sera sembra che gli sia saltato il tappo. Quindi: dopo il cinema - mannaggia, a me quel film interessava davvero! - le tre fatine ascoltano il mio successivo desiderio/proposta, che si faccia un salto a mangiar qualcosa in un ristorantino argentino vicino carino e cheap. Ma le tre fatine compiono il secondo incantesimo, ché non si deve spendere troppo: il petit resto argentin si trasforma come per magilla nel peggiore kebab della mia vita e nel posto più squallido dove sia mai finito, ma il lauto menu tout compris è a cinqueurocinque e su questo colpo di culo lo spagnolo è irremovibile: che sia quel kebab o nulla. Infatti la cena da piccoli Luculli viene consumata in un locale senza porta e finestre (non è che sia chiuso: è completamente aperto sulla strada ghiacciata) dove consumiamo il kebab più immondo dela regione, e a tre gradi sotto sero (reali), per cui io mangio seduto ad un tavolino tenendo sciarpa, giaccone e cappello e i coglioni che mi fumano. Reggo poco, la mia voglia di strozzare le fatine cresce inspiegabilmente e esponenzialmente. Poco dopo capisco il perchè di tanto risparmio sul cibo: è alla birra che puntano le fatucchierine. Finiamo in una birreria pseudo belga per hobbit, dove le tre piccole magascie sperperano il triplo di quel che hanno speso per quel Kebab di Trimalcione, che Petronio le fulmini... Nel locale, con le tre fatine di sesso maschile, soprattutto con quello che ha perduto il su amor - il da lui proposto argomento "sperma" tiene, allora e a lungo, banco - alterno pochi fallimentari tentativi di girarla a ridere a lunghi momenti di assenza dove dirigo il mio spirito in una sorta di limbo per cercare di lenire il dolore delle mie parte basse, ormai incenerite dall'incazzo. Solo un'ultima cosa... intravedo dietro il bancone un barista: alto, magro, capelli corti neri, fumatore e altri tipici optional che lo fan sembrare un modello base dotato di qualche menata aggiuntiva. Se non è surfista, sono pronto a giocarmi una palla (anzi no: mi gioco il mucchietto di cenere rimasto dal pietoso ufficio della crematio testicolorum) che è un free climber. L'intravedo, l'osservo brevemente, poi mi balocco nel fantasticare non su di lui, ma sulla categoria, e sull'idea di scriverci una storia. Questo sì che porebbe dare origine ad un vero post. postato da: Eteriele
alle ore 02:57 | link
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argomento: ad metalla |