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Utente: Eteriele
"Non bisognerebbe raccontare mai niente, né dare dati né tirare in ballo storie né fare in modo che la gente ricordi degli esseri che non sono mai esistiti né hanno mai messo piede su questa terra né attraversato il mondo, o che invece ci sono passati ma erano già in salvo nell'orbo e incerto oblio. Raccontare è quasi sempre un regalo, compreso quando porta e inietta veleno il racconto, è anche un vincolo e un concedere fiducia, e rara è la fiducia che prima o poi non si tradisca, raro il vincolo che non si aggrovigli e non riannodi, e perciò finisca per stringere e si debba tirare di coltello o di lama per reciderlo. Quante delle mie rimangono intatte, delle molte fiducie concesse da chi tanto ha creduto nel suo istinto e non sempre ha fatto attenzione ed è stato ingenuo per troppo tempo? (Sempre meno, sempre meno, ma la diminuzione di tutto questo è molto lenta). Rimangono intatte quelle che ho posto in due amici che ancora le conservano, a fronte di quelle riposte in altri dieci che le hanno perdute o dissipate. [...] Arrecare offesa alla fiducia è anche questo: non soltanto essere indiscreto e provocare danno o rovina con ciò, non soltanto fare ricorso a quell'arma illecita quando i venti cambiano e si piglia di mira colui che ha raccontato e ha lasciato vedere, ma anche trarre vantaggio dalla conoscenza ottenuta per debolezza o distrazione o generosità dell'altro, senza rispettare né tenere in considerazione la via attraverso cui si è arrivati a sapere ciò che si travisa o si brandisce adesso: se furono le confessioni di una notte innamorata o di un giorno disperato, di un tramonto di colpa o di un risveglio desolato, o dell'ubriaca loquacità di un'insonnia: una notte o un giorno in cui chi parlava parlava come se non vi fosse futuro al di là di quella notte o di quel giorno e la sua lingua sciolta dovesse morire con loro, ignorando che c'è sempre un altro che deve venire, rimane sempre, un po' di più..." (Javier Marias, Il tuo volto domani)

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martedì, 26 settembre 2006

Mazzacurati...

M'è sempre piaciuto, nellle cose fatte bene ed in quelle meno riuscite, ma sempre dignitose. Perchè secondo me è attento, non è mai superficiale, è raffinato, elegante, profondo.
"L'amore ritrovato": Accorsi non m'è simpatico, ma qui va discretamente (Mazzacurati lo dirige bene) e Maya Sansa, oh beh... l'avevo già ammirata in "Buongiorno notte": è una di quelle bellezze vere e non banali, in cui il fascino gioca un ruolo... E' un sorriso disarmante, è un modo di muoversi, è un paio di mani, è uno sguardo, è una voce e un modo di parlare.
Il film, a tratti, m'ha emozionato tanto.

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postato da: Eteriele alle ore 22:55 | link | commenti (2) | commenti (2)(pop-up)
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Commenti
#1   27 Settembre 2006 - 16:17
 
Si...che bel sorriso...

E.
utente anonimo

#2   30 Settembre 2006 - 19:20
 
fisicamente intelligente.

Mauro
utente anonimo

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