|
|
![]() Brividi d'estateScritto nel giugno 2005.
----- E' successo stasera... Che strano che sia capitato nella notte più breve dell'anno. Mi ripromettevo di starmene in solitudine, di concludere la mia serata in pace con i miei soli abituali pensieri, con quei miei compagni ossessivi, con quelle domande a cui ho già dato cento volte la risposta, ed è sempre quella, ma non so perché sono domande insaziabili: probabilmente di trovar risposta non importa loro nulla, devo trovare un altro modo per saziarle. Ma è capitato proprio qui sotto il mio balcone, ed io ero seduto e aspettavo il sonno leggendo alla luce nient'affatto fioca del lampione. Accarezzavo ogni tanto la biancheria stesa, ormai quasi completamente asciutta, come in un leggero riflesso. Loro non m'hanno visto, e dopo un po' ho iniziato a respirare piano, a voltare le pagine del libro con crescente lentezza. Lei era alta, i capelli chiari, direi slanciata, quando le intravedo noto le mani chiare, belle ma il suo viso posso solo immaginarlo perché era appoggiata al muretto impergolato di fiori della vicina del piano di sotto, che confina con la strada. Lui potevo vederlo appena, ma non ne saprei descrivere il volto. Solo i capelli un po' radi, leggermente brizzolati, una voce bassa, tranquilla. Non erano abbracciati, almeno se non in pochi momenti, ma lui la cingeva ugualmente, appoggiandosi con le mani ai lati delle sue spalle, in modo da formare quasi una sorta di piccolo recinto di braccia, e le parlava piano tenendo la testa un po' inclinata in avanti. E la prima frase che m'ha fatto alzare la testa dalle pagine dove Erendira seguiva la sua nonna snaturata è stata di lui, con quel tono tranquillo, forse anche divertito. La frase è stata: non me ne importa nulla. Non voglio stare con te, mi basta questo. E ne sono anche stupito, non m'era mai capitato così. Silenzio. |