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Utente: Eteriele
"Non bisognerebbe raccontare mai niente, né dare dati né tirare in ballo storie né fare in modo che la gente ricordi degli esseri che non sono mai esistiti né hanno mai messo piede su questa terra né attraversato il mondo, o che invece ci sono passati ma erano già in salvo nell'orbo e incerto oblio. Raccontare è quasi sempre un regalo, compreso quando porta e inietta veleno il racconto, è anche un vincolo e un concedere fiducia, e rara è la fiducia che prima o poi non si tradisca, raro il vincolo che non si aggrovigli e non riannodi, e perciò finisca per stringere e si debba tirare di coltello o di lama per reciderlo. Quante delle mie rimangono intatte, delle molte fiducie concesse da chi tanto ha creduto nel suo istinto e non sempre ha fatto attenzione ed è stato ingenuo per troppo tempo? (Sempre meno, sempre meno, ma la diminuzione di tutto questo è molto lenta). Rimangono intatte quelle che ho posto in due amici che ancora le conservano, a fronte di quelle riposte in altri dieci che le hanno perdute o dissipate. [...] Arrecare offesa alla fiducia è anche questo: non soltanto essere indiscreto e provocare danno o rovina con ciò, non soltanto fare ricorso a quell'arma illecita quando i venti cambiano e si piglia di mira colui che ha raccontato e ha lasciato vedere, ma anche trarre vantaggio dalla conoscenza ottenuta per debolezza o distrazione o generosità dell'altro, senza rispettare né tenere in considerazione la via attraverso cui si è arrivati a sapere ciò che si travisa o si brandisce adesso: se furono le confessioni di una notte innamorata o di un giorno disperato, di un tramonto di colpa o di un risveglio desolato, o dell'ubriaca loquacità di un'insonnia: una notte o un giorno in cui chi parlava parlava come se non vi fosse futuro al di là di quella notte o di quel giorno e la sua lingua sciolta dovesse morire con loro, ignorando che c'è sempre un altro che deve venire, rimane sempre, un po' di più..." (Javier Marias, Il tuo volto domani)

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venerdì, 14 settembre 2007

Un Partito Stellare

Ilvo Diamanti su Repubblica.it chiede agli aspiranti segretari del Partito Democratico quali siano, a loro avviso, le radici (idee e uomini) cui si dovrebbe ispirare la nascenda formazione politica in cui confluiranno diessini e margheriti. I lettori votano poi le dichiarazioni che li vedono più concordi. Precisando che io non partecipo al sondaggio perchè non mi riconosco in questo nuovo partito, trascrivo qui la risposta del candidato segretario Jacopo schettini:
"Più che riproporre i padri della patria che ho elencato nelle mie dichiarazioni politiche fantasticherei su un uomo nuovo per la politica italiana: James T. Kirk comandante della nave stellare Enterprise. Un uomo pragmatico e responsabile che però va dove nessuno è mai andato prima e che "osa" nell'interesse dei più e del nostro pianeta. Idea di un Partito Democratico stellare, pragmatico, fattivo e pronto a giocarsi la partita. Un partito galattico che accende i motori, scalda i cuori e parte per andare dove è giusto andare... non dove è "ovvio", ma dove è giusto".
Non riesco a smettere di ridere.
postato da: Eteriele alle ore 18:34 | link | commenti (2) | commenti (2)(pop-up)
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