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![]() Garbarek, Kashkashian, Katché: in praise of dreamsMi sono convinto che la mia capacità d'interagire con voi umani sia cambiata nel tempo. In passato pensavo che sarebbe migliorata, ma se pure le apparenze potrebbero far giungere a questa fallace conclusione, le evidenze sperimentali testimoniano dell'assoluto contrario.
In particolare si dà il caso che esista una giovane umana di sesso opposto al mio con la quale l'interazione è sempre stata complicata, da quando la conobbi, diversi anni orsono, a quando la reincontrai, più di recente. Ora è inutile menarsela: la colpa è mia. Ho cercato di cambiar linguaggio, di trovare una diversa interfaccia, ma i risultati paiono sempre disastrosi. Perchè non c'è nulla da fare: sono le nostre cpu che non comunicano, e non c'è interfaccia che tenga: manco un impensabile cambiamento di sistema operativo funzionerebbe (ma quello, come sempre accade, è destinato a restare così com'è: al limite vi potrebbe essere qualche leggero miglioramento nelle diverse falle di sicurezza del sistema, e/o lo scaricamento di qualche secondario plug-in aggiuntivo). Gli aggiornamenti minimi garantiti dai costruttori, e che entrambi abbiamo subito nel nostro Bios interno in questi anni, hanno aumentato leggermente la capacità di scambiare qualche protocollo, ma il linguaggio di base in cui sono scritti resta radicalmente divergente. Infatti il mio è stato messo su da una vecchia maga pazza dell'informatica russa: competente ma beona e avara, e soprattutto abilissima a disseminare un bios all'apparenza semplice e funzionale di infinite piccole falle, invisibili anche all'occhio più esperto, ma che s'attivano dietro input apparentemente innocui deflagrando come piccole granate interne (pof! pof! pof!), non di rado in sincrono (POOOFF!!!), e portando il sistema quasi al crash. Del creatore del bios della femmina umana non so nulla, solo è chiaro che il suo è un prodotto alla base decisamente solido e ben testato, molto probabilmente è tedesco. Inoltre le versioni aggiornate dei Bios suddetti portano dentro di sè molte pecche dovute ad alcuni interventi subiti da diversi tecnici esterni, da me e lei rispettivamente chiamati in questi anni e che si sono a lungo baloccati con le nostre Eprom. Credo che nè io, nè la giovane e bella femmina umana, abbiamo trovato dei tecnici competenti, nonostante le ampie risorse spese. E, soprattutto, come al solito, non erano disinteressati: ora i nostri bios aggiornati da costoro paiono in condizioni abbastanza peggiori di come erano all'origine: alcune parti sono state malamente ricopiate e finite chissà dove, altre del tutto ignorate, altre addirittura disattivate e/o attivate a nostra insaputa. Conosco il nome del tecnico che ha scassato il mio bios, dandosela poi a gambe: se lo becco gli faccio sgranocchiare il suo, fino all'ultimo bit. Si trattava di un servizio di assistenza per bios tanto costoso quanto dannoso e quando protestai per i pessimi interventi il titolare dichiarò fallimento senza neppure portare i libri in tribunale, quindi cambiò ragione sociale e trasferì la sua sede legale in un altro paese. Dei tecnici che si occuparono del bios della giovane esponente di homo sapiens, nel suo caso sottospecie femmina cogitans, so poco o niente. Ho però diverse ragioni di temere che si sia rivolta a ditte poco esperte nel suo tipo di Bios. Il mio problema con la giovane femmina umana è comunque irrisolubile: ogni volta che provo a scambiare un pacchetto di dati semplici, il suo antivirus li blocca come materiale altamente pericoloso, l'allerta scatta ed il pacchettino viene cancellato o messo in quarantena senza neppure essere aperto. Non accade il contrario: il mio sistema lascia infatti passare tutti, ma proprio tutti i flussi di dati che arrivano dalle di lei porte. (Questa disattivazone della procedura d'allerta è uno dei tanti bachi disseminati dall'abilissima programmatrice russa, quella vecchia beona è sempre stata anche vagamente bagascia). Ma, all'apertura dei files che provengono dalla mia giovane interlocutrice, il tutto risulta scritto in un linguaggio che mi si presenta d'impossibile decrittazione, e non esistono allo stato attuale plug-ins che me lo rendano leggibile, salvo che non ne possegga uno lei che però custodisce gelosamente. Ora, nonostante tutto, io vorrei davvero tanto reincontrare la giovane femmina cogitans, ma ho un certo qual timore che, anche se capitasse, non sarebbe che l'ennesima verifica della diversa impostazione dei due bios, che finirebbe con la probabile necessità di riavvio del sistema sotto ripristino delle condizioni antecedenti. Non escluderei che lei abbia già provveduto: quel Bios tedesco è molto solido e sa come difendersi. Cito, longe, tarde: Fred Vargas al cinemaPremessa per chi non consoce Fred Vargas (chi sa, può saltare al successivo capoverso): Fred sta per Frederique e Vargas è faux: un cognome inventato che cela una signora francese che lavora come ricercatrice medievalista al CNRS. E che, nel mese di vacanza annuale, scrive un romanzo poliziesco. Qua in Francia ne sono usciti un po' più di una decina; in Italia, tradotti, un po' meno, che ho letto tutti, e tutti pubblicati da Einaudi; ma in un ordine del cazzo che non segue quello originario, il che è male perchè i romanzi si susseguono per storie e personaggi. Essenzialmente i romanzi della Vargas si possono suddividere in due grandi categorie: quelli, i primi che scrisse, che hanno come protagonisti tre giovani storici squattrinati, i tre "evangelisti" (Mathieu, Marc e Jean), un esperto di preistoria, uno di medioevo euno di prima guerra mondiale, che vivono insieme su tre piani paralleli di una villa insieme allo zio di uno di loro, poliziotto in pensione. I tre finiscono al centro di crimini diversi, improvvisandosi non voluti investigatori. La Vargas ha lasciato poi andare gli evangelisti per sostituirli con un vero e proprio commissario di polizia, il pirenaico Jean-Baptiste Adamsberg, affiancato dal fedele sostituto Danglard e col suo amore storico e resistente, che compare e scompare, con cui si lascia e si riprende a distanza di anni, Camille. Personalmente io preferisco i romanzi con gli evangelisti, ma questo ora non c'entra. Quando Frederique decise di creare il personaggio di Adamsberg, lo fece apparire in un romanzo "Pars vite et reviens tard" (è la traduzione del latino "cito longe tarde", la scritta che veniva messa sulle porte delle case durante le epidemie di peste). Letteralmente sarebbe parti presto e torna tardi, dove quel tardi significa piuttosto dopo molto tempo, cioè dopo che l'epidemia sarà passata. Con questo romanzo gli evangelisti, uno in particolare, il medievalista, passano la mano ad Adamsberg. Il Italia il titolo è stato tradotto come "Parti in fretta e non tornare", e in Francia ora è uscito il film tratto dal libro suddetto.
Il film, quindi. Non merita di essere inserito nella categoria ad metalla, francamente è una trasposizione quasi accettabile. Ma, come spesso accade nel passaggio della storia su pellicola, del libro si perdono moltissime cose. In particolare: Adamsberg è quasi passabile rispetto al personaggio cartaceo, di Danglard non appare invece una beata ceppa, Camille è una figura marginale, cosa che non è affatto nei romanzi, e per nulla corrispondente alla descrizione che ne fa la Vargas. Più una serie di semplificazioni che si possono comprendere ma che alla fine non rendono giustizia al libro. Infine il punto più debole della pellicola: il libro è centrato sull'annuncio dell'avvento di un'epidemia di peste nella Parigi di oggi, e del tentativo di mettere in pratica la suddetta. E di come questo annuncio (che deriva da una storia personale di paure e morti antiche e mai elaborate) faccia a sua volta esplodere i terrori più sepolti e reconditi dell'intera popolazione. Tutto questo nel film è detto, ma rappresentato in maniera superficiale, accennato e basta. Probabilmente per chi non ha letto il romanzo si tratta di un film poliziesco accettabile. Gli attori sono decenti, la qualità complessiva pure. Per chi l'ha letto (ma nel gruppo di cinefili di oggi ero solo io ad averlo letto e quindi questa non è che la mia opinione) la delusione, rispetto al libro, è abbastanza forte. HilaryNe parlai qui e qui. Mi rifiuto di pubblicare l'ennesima foto, perchè, ecchecazzo, sembra pure essere una sonora topona, e questo è davvero ingiusto (Dio!: ma perchè a taluni/e dai solo e ad altri/e togli e basta: eh, stronzone???)
Insomma, ieri sono rimasto fulminato dalla giovialità con cui Hilary liquida il bestiale e meraviglioso concerto di Stravinsky, stasera ascolto basito come suona quello di Shostakovich. Non è possibile, non ci credo, c'è il trucco: avanti, si osi dire la verità, avanti!!! Lei, la giovane topona americana violinista che spazia da Johann Sebastian a Dmitry con assoluta nonchalance da fighetta dello stradivari, è un ogm, o le hanno ritoccato il genotipo (e pure il feno), o le hanno impiantato un misto di cellule di Oistrakh e Szeryng nella capoccia, oppure è posseduta dal fantasma di Heifetz in priapismo violinistico cronico....
La magaDopo il tradimento e la fuga, Madame mi chiama qualche volta dalla Normandia. Talvolta riusciamo anche a parlare. E discutiamo. Non sono molto presente a me stesso in quel periodo: prima di tornare nello stato di normalità mi ci vorrà un bel po'... Le dico una cosa, che presumibilmente è vera, ma che non ha alcun senso che sia io a dirle, allora, dopo quello che è capitato. Ma non ci sono io accanto a me stesso, appunto, e infatti quando mi sento parlare mi chiedo: ma chi sarà lo scemo? Beh, sono io.
Insomma, bref!: le fornisco una chiave di lettura della follia con cui mi ha rovinato addosso, quando dovrei invece essere io, munito di Caterpillar, a renderle solida pariglia dopo averla fatta sdraiare, comoda, sull'asfalto. Le dico quale meccanismo penso sia scattato nella sua zucca bacata, abbozzo pure un perchè. Identifico una forma di reazione patologica alla situazione vissuta e gliela spiattello al telefono, con accalorato ed affettuoso consiglio finale di cercare di farsi una bella terapia. Dimentico di specificare: ma mi raccomando, da uno bravo. Ed intanto il me ascolta il moi e continua a chiedere, basito: ma perchè non la smetti, deficiente? Madame però registra tutto, fino a quando, in un'altra telefonata diverse settimane più tardi, lascia filtrare con molto sussiego l'informazione che "sta provvedendo". Cioè?, chiedo io, mentre il me, ascoltando il moi, confeziona il Trofeo del Coglion d'Oro che altro che Harry Potter. Cioè fidati, provvedo, e non chiedere oltre chè mica sei più il mio fidanzato e queste sono cose personali. Tutto vero, eh. Mah, sarà: il moi ghigliottinato, ma dopo lunga tortura, si dice soddisfatto di avere indicato al boia l'origine di quella sua marcata predilezione vagamente bizzarra per il sangue, mentre il me si congeda in una resa stremata. Ma io e Madame abbiamo ancora un trait d'union, un comune amico al quale lei confida come ha seguito il mio consiglio psicoterapeutico da imbecille. E lui me lo racconta, mentre il me sghignazza ed il moi s'appende alla prima corda dell'inconscio che trova libera (ma non è semplice, c'è ressa in quel periodo). Analisi classica? Terapia comportamentale? Oppure cognitiva? Non scherziamo: quella è roba per pivelli borghesi spendaccioni. Lei ha fatto di meglio: è andata da una specie di maga. Che non è proprio una maga, ma in primis la (allora) moglie del suo capo (col quale non so se via stato biblico scambio, ma credo di sì) che legge, ebbene sì, legge: i polsi. La maga legge quindi i polsi a Madame, sì, e le dice: tu non c'entri. Non sei tu ad aver massacrato i tuoi ex, soprattutto l'ultimo - sai quello che ha meritatamente preso il Coglion d'Oro? - ma un tuo antenato. Un tuo trisavolo, evidentemente assetato di sangue d'innamorati, ma a causa di un grave lutto che ebbe in famiglia. Durata della terapia: una seduta. Ecchecazzo, è pur vero che una di polsi ne ha solo due, si fa veloci: altro che interpretazione dei sogni o menate analoghe. Quindi scopro due cose nel mismo tiempo: a) che sono stato tritato da un trisavolo del mio ex amore che si conserva in saecula saeculorum nei di lei polsi, ma soprattutto che b) il mio ex amore è una demente a cui dovrebbero, dopo questa prova, levare non solo la laurea in fisica, ma la maturità e pure la licenza media. Ma aggiungo il trattamento Caterpillar, quello omaggio. Che ci crediate o meno, è esattamente così che è andata. postato da: Eteriele
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argomento: ad metalla I'm searching for being German...E non potendo diventare biondo e con l'occhio chiaro, cerco di farlo per adozione: sto cercando una casetta a Berlino (meine liebe...!) sulla quale investire qualche soldino arrivato inaspettatamente. L'idea è di andarci quando mi va e per il resto del tempo affittarla a modiche cifre per brevissimi periodi a turisti che vogliano spendere molto poco e godersi la città.
Ne ho trovato alcune che, dalle foto, mi piacciono. La prima sta a Schmargendorf, un poco oltre le mie possibilità salvo piccolo prestito che vorrei evitare, non molto centrale ma pare davvero jolie. La seconda è ancora po' più periferica, però più economica ed alla mia portata, e sembra carina anch'ella.
Poi ce ne sono altre potenziali altrettanto attraenti per posizione e supermodica cifra, per esempio una in Hansaviertel ed una a Charlottenburg, ma vai a capire come sono esattamente, quando chiedi le foto o viene fuori la Feuersturm di Alexanderplatz o la Brandeburgische Tor (belle foto, però) che tenderei a pensare di non potermi permettere, oppure delle immagini nebulose dalla risoluzione 1x0.5: il vantaggio è che puoi immaginarci quel che vuoi. Se riesco, ci vado prima di Pasqua e me le guardo tutte... Tanto per capirciQuesto è il corrispondente inglese di una risposta "tipo", come quelle che ritrovo spesso negli scritti dei miei sans vergogne, gli studenti (universitari) italiani:
E non sono contenti lo stesso quando li boccio. Murakami o Haruki: smettilaLa preferita e latitante tra le bloggers mi ha segnalato un libro di Haruki Murakami (ma ancora non ho capito quale sia il nome e quale il cognome: nei diversi titoli l'ordine è cambiato col tempo). La ragazza dello sputnik. Devo ammetterlo per l'ennesima volta: il successo dell'autore giapponese per me resta un mistero. Almeno: resta un mistero che lo pubblichi Einaudi... Perchè:
a) Murakami scrive sempre lo stesso libro (come quasi tutti, ma lui davvero senza variazioni: amore ragazzo-ragazza di difficile gestione, io narrante sempre alla prima persona singolare maschile e sempre personaggio in formazione sessuo-psico-esistenziale, problemi sessuali - quasi sempre assenza totale di libido - come specchio primario della psicologia dei personaggi, inevitabile scomparsa finale della protagonista femminile, qualche incursione nel fantastico/onirico amministrata malino e amalgamata a cazzo nella narrazione); b) a tratti sembra un testo banale e didattico per bambini scemi: dialoghi che vorrebbero strappare sorrisi di tenerezza (magari funzionano, ma non molto con me...), sempre le stesse citazioni dei medesimi riferimenti letterari americani, specificazioni assai inutili e didascaliche delle musiche che fanno da sottofondo alla storia (a me La Schwarzkopf piace anche, ma infilata così nel racconto, come tanti altri riferimenti, fa francamente cagare). Tagliategli le mani o, se proprio non si può, levategli almeno la penna, grazie. postato da: Eteriele
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argomento: libri, ad metalla Non è come Gondry......ma va bene lo stesso.
E' Cashback, di Sean Ellis. Visto stasera al cinema in VO e in beata solitudo, che mi piace sempre tanto. Ricorda un poco La Science des Reves, per me il più bel film dei tanti che ho visto negli ultimi anni, e lo ricorda in certe atmosfere, nella capacità di mischiare la realtà al sogno e trasfigurarla, con ironia e leggerezza. Non ha lo stesso spessore, è molto più commedia romantica, mentre Gondry scende davvero molto più in profondità ed è leggibile su molti più livelli. Gondry ti lascia con quella sensazione meravigliata e meravigliosa di aver passato più dimensioni, infinite emozioni, di aver avuto il privilegio di accedere ad una visione del mondo straordinariamente profonda e genialmente messa a disposizione degli spettatori. Ma anche Cashback è gradevole, è curato, è ben pensato, Ellis non si prende mai troppo sul serio, e l'idea del blocco del tempo, pure per niente nuova, che Ben, il protagonista, può generare per contemplare meglio il proprio mondo, il supermercato notturno, infine sè stesso, quell'espediente è amministrato in modo elegante, dolce, intelligente. Non è una commedia con ambizioni sfrenate, e proprio per questo è riuscita bene, perchè centra in pieno tutto quello di cui voleva parlare. Certo... con Gondry, vivente e produttivo, è impossibile competere. ![]() PS: ed altro punto a favore di Ellis è di aver messo,
tra le varie musiche scelte, compreso l'immortale "Casta diva", un pezzo che mi passò Bakis (diamo al Cesare di splinder quel che gli spetta, tanto in quanto a calvizie ci siamo): è il bellissimo What Else Is There, dei Royksopp. E non posso neppure dire di non saper perchèEra un mesetto buono che non mi rompeva oniricamente le balle, quindi rieccola, puntuale come sempre quando certe cose vanno in un certo modo.
Nel luogo dove tutto inizia (e non so se finisce): la grande casa della mia infanzia e giovinezza. Senza entrare troppo nei particolari, il sogno è sgradevole e violento: lei ha una fede al dito, io ad un certo punto me la carico sulle spalle e la getto fisicamente dentro uno dei due grossi cassoni a rotelle di raccolta della spazzatura. Quindi do un colpo al suddetto e lo lascio scivolare per la strada che lentamente declina (com'era esattamente nella realtà). Ci sono due interpretazioni possibili, una benevola e una meno buona. La prima è che il mio io se ne sia quasi disfatto e la stia lasciando definitivamente andare dove merita. La seconda è che sia (comme d'hab) lo sfogo onirico per quello che non ho avuto la possibilità di fare nella realtà. Propendo per la seconda ipotesi, perchè so cosa può avere scatenato nel sonno la triste ricomparsa di Madame: conosco come funziona il meccanismo, cosa lo genera e cosa l'impedisce, ma il rapporto causa-effetto in questo caso è facile e ovvio. E come sempre sapere non serve ad impedire. Basta, grazie, ne ho pieni gli zebedei. Oggi ho lavorato male: meno male che la lezione era l'ultima. Stanotte hai sognatoHai sognato una casa al mare mai esistita, infestata dalle api. Api ovunque, che facevano questi bozzoli grandi e orrendi che erano attaccati al soffitto. E c'era anche la sorellina, e non sapevate che fare. Fin quando non hai riempito un bicchiere di alcool e hai deciso di bruciare tutto, e di passare con il fuoco sotto quelle sacche. Ma poi il bicchiere stesso ha preso fuoco, e si è incendiato tutto, e tu sei corso, l'hai preso e l'hai gettato a terra, il bicchiere si è rotto, il fuoco si è spento e la sorellina sorrideva. E poi i bozzoli cadevano a terra, e si rompevano, si disfacevano e colavano, ed erano pieni di neri feti di api, alcuni si muovevano in mezzo al miele che formava grandi pozze dilaganti, e la sorellina ha detto no, non preoccuparti, non è miele.
Poi hai sognato il tuo amico, il compagno di tanti viaggi, e quella ragazza, quell'amica intelligente e irresponsabile, lei che pensavi amica come poche e che hai perduto per sempre nell'estate del 2005, una delle tante fiducie concesse, riposte e tradite così male e così stupidamente, alla faccia della sua intelligenza che lei sapeva che conosci e riconosci; e ora sai che lei dice che si aspetta che se l'incontrassi per strada le sputeresti in faccia, ma no, non sputeresti, non sai fare una cosa simile e ti repelle, e se la vedessi ti verrebbe soltanto un'infinita tristezza perchè, davvero, quell'ultima volta t'impedisce di passarci sopra, eppure ti manca e le volevi bene e apprezzavi che ti tenesse testa e come era bella nella sua intelligenza. E se eri andato a dormire, ieri notte, con una sensazione strana di oppressione, ti sei svegliato stamane triste, di cattivo umore. Sei troppo stanco e ne hai fatta troppa per pensare che la fisica, cioè le lezioni, i libri, i compiti, i microscopi e i magneti, i programmi e i calcoli, i fitting e le piccole equazioni così come quelle monumentali, e le derivate e gli integrali, e la meccanica e la teoria dei quanti... che tutto questo faccia argine. L'argine ha ceduto da tempo, se pure mai è esistito, visto che l'hai usato spesso per proteggerti, ma proteggersi da se stessi è la cosa più complicata e tu, tu non ci riesci che a tratti e sempre con questi sogni e col sonno dove le tante fiducie concesse e tradite, quelle che hai dovuto tirare di lama per recidere, vengono a galla e ti ricordano che sei condannato a non dimenticare. |